Archive for the Natale Category

Il giorno di Capodanno

Posted in Natale with tags , on 31 dicembre 2013 by pensierididonna

Poesie di Capodanno

(dal web)

Il primo giorno dell’anno
lo distinguiamo dagli altri
come se fosse un cavallino
diverso da tutti i cavalli.
Gli adorniamo la fronte con un nastro,
gli posiamo sul collo sonagli colorati,
e a mezzanotte lo andiamo a ricevere
come se fosse un esploratore
che scende da una stella.
Come il pane, assomiglia al pane di ieri.
Come un anello a tutti gli anelli.
La terra accoglierà questo giorno
dorato, grigio, celeste,
lo dispiegherà in colline,
lo bagnerà con frecce di trasparente pioggia
e poi, lo avvolgerà nell’ombra.
Eppure,
piccola porta della speranza,
nuovo giorno dell’anno,
sebbene tu sia uguale agli altri
come i pani a ogni altro pane,
ci prepariamo a viverti in altro modo,
ci prepariamo a mangiare, a fiorire, a sperare.

Pablo Neruda

 

Milena Campagnuolo (31 dicembre 2013)

 

 

Il Natale è un’emozione.

Posted in Natale with tags , on 22 dicembre 2013 by pensierididonna

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Il Natale è un’emozione.

Viaggia sulla luce di mille lampadine, su fili elettrici dipinti di nero per dare l’impressione di stelle cadute dal cielo, agitate dal vento.

Si riflette in tante voci che si scambiano finto affetto, abbracci dimenticati e auguri di ogni bene.

Il Natale è un’emozione.

Un’aspettativa di qualcosa di nuovo, finalmente.

O solo del ritorno, …., dai posti di lavoro a quelli degli antichi amori, che ridiventano nuovi se visti da così lontano.

Il Natale è un’emozione.

E’ forte come un battito di cuore, è lieve come un battito di ciglia.

(Maurizio De Giovanni)

 

Milena Campagnuolo (21 dicembre 2013)

 

 

Ancora Natale

Posted in Frammenti, Natale with tags , , on 3 gennaio 2013 by pensierididonna


         

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 Ed eccomi qui… Alle 3:00 di questa notte di Capodanno che non sembra di Capodanno, cerco di lasciarmi alle spalle tutto il trambusto e la fatica e  finalmente mi rilasso fumando una sigaretta, a cui molto probabilmente ne seguirà un’altra.

Mancano ancora giorni alla fine di questo lungo periodo natalizio, due settimane di buonismo assoluto talvolta ipocrita o pure no. Periodo in cui amore o odio sono luoghi comuni, non c’è altro. Continua a leggere

O forse no

Posted in Frammenti, Natale with tags , , on 19 dicembre 2012 by pensierididonna




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Non ho mai rinunciato, negli anni, a dare alla mia casa un aspetto natalizio anche quando solo a sentir parlare del Natale correvo il rischio di scivolare velocemente, molto velocemente, in una crisi di nervi o sull’orlo di azioni molto vicine al suicidio. Forse masochismo, forse l’alibi o forse no di non voler privare mio figlio di quello spirito magico che trasuda e gronda ovunque nel mese di dicembre.

Quest’anno ero in ritardo rispetto alle mie abitudini.  L’ascensore in manutenzione molto straordinaria, fermo da e per giorni,  mi rendeva impossibile, in compagnia della mia una volta precoce artrosi, portare su per le scale dalla cantinola al mio piano attico tutto quanto ogni anno ben imballato. Trovata una squadra di baldi giovani finalmente è arrivato tutto in  casa. Bene, mentre addobbavo l’abete mi 

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Caro Babbo Natale

Posted in Frammenti, Natale, pensieri with tags , , on 13 dicembre 2012 by pensierididonna

 

                                                   

We belive

 

Caro Babbo Natale ti scrivo.

E’ la prima volta che lo faccio, sai ai miei tempi… ma immagino che tu questa storia l’abbia già sentita.

Ti scrivo dunque  e ti scrivo da adulta.

Caro Babbo Natale molti, questo Natale, si sentiranno a disagio, inadeguati per l’impossibilita’ di fare quei regali importanti a cui in molti casi si e’ ridotto il Natale. Ma Natale non e’ questo, non è la festa dei regali e non lo è mai stato. Spiegalo e riempi il tuo sacco di tutti quei piccoli doni che solo l’amore sa pensare.

Caro Babbo Natale molti, questo Natale, si sentiranno a disagio e dolorosamente inadeguati per non essere, non più o da sempre, circondati da una famiglia a due cifre a cui, invece,  si è ridotto il concetto di famiglia omologata per le festa di famiglia. I nuclei familiari ad una cifra sembrano essere al di fuori del cerchio della normalità. Ma Natale non è la festa della famiglia numerosa e non di altri. Spiegalo a questo mondo che si è smarrito e che, a volte, sembra inseguire il dolore a tutti i costi.

Ho fatto tanta strada… sono passata dal dolore profondo, alla malinconia* ed, infine, al farmelo bastare*, ma ho bisogno di andare oltre. Ho bisogno di un Natale altro, da passare con gioia e calore, non necessariamente con consanguinei, non per forza con quegli amici che non arrivano alle dita di una mano, ma con affini in compagnia dei quali sentirsi  bene.

Calore e gioia non è storia solo di cromosomi o di rapporti esclusivi, è storia di capacità di riconoscersi e di non rimanere prigionieri e soffocare in un’immagine di sè che appartiene ad un altro tempo e ad altre circostanze.

E’ il momento di mettersi “… comodi nel presente, ricamando di sogni quanto di reale ci circonda.

Spiegalo e metti nel tuo sacco per ciascuno la capacità di tendere ad altro e sempre oltre. 

 

Come vedi, caro Babbo Natale, non sono richieste da bambini, solo richieste da e per uomini, perchè  il Natale non perda mai nulla della sua magia.

 

Milena Campagnuolo (10 dicembre 2012)

 (*) link al post

 

Presepe

Posted in Natale, Poesia, Senza categoria with tags on 25 dicembre 2011 by pensierididonna

An elaborate Neapolitan presepio



 Benvenuto al capezzale del mondo,

gemello di nessuno e fratello di tutti.

Benvenuto al nostro presepe strapazzato.

(Erri De Luca)

≈ ≈ ≈ 

Un Natale, il mio

Posted in Frammenti, Natale with tags on 21 dicembre 2011 by pensierididonna

Osservo soddisfatta il lavoro appena finito.

Mi piace il mio presepe costruito negli anni, da quando tantissimo tempo fa decisi di iniziarmi ed iniziare mio figlio al presepe napoletano. Si, mi piace, come mi piace il mio abete con i suoi nastri ed i suoi addobbi oro antico… mi preparo alle prossime feste.

Credo che tutto sia stato detto sul Natale e credo che tutto io abbia detto sul mio Natale.

Per  anni mi sono aggrovigliata, ripiegata, mi sono lasciata soffocare dal senso di solitudine e non mi sono difesa dall’onda lunga dell’infelicità che al suo ritirarsi mi lascia sfinita e con ferite sempre nuove.

Quest’anno più di sempre non mi sentivo in grado di sostenere il peso che abita lo scorrere della vita, che inevitabilmente separa e porta in un diverso di spazio o dimensione, amplificato dai, spesso mal riusciti, tentativi di coerenza a tutti costi e dalla scarsa inclinazione alle forme anche palesi, quanto taciute, di ipocrisia.

E quindi? E allora? – Sorrido… domande che a volte infastidiscono i miei interlocutori e che adesso mi faccio piacere.- E quindi…  senza perdermi in labirinti o gole profonde, semplicemente pago il prezzo del tempo che scorre, di quello che sono, malgrado me, e di quello che scelgo di essere in un mondo in cui tutti corrono e guardano in un’altra direzione.

E allora? Allora…niente. Niente commiserarsi, niente fughe, una festa da vivere per quello che è e rappresenta. Che si condivida con uno o due  piuttosto che dieci o venti poco importa, non toglie nulla al mio spirito e alla magia…. del mio presepe costruito negli anni ed al mio abete con nastri e addobbi oro antico.

 

Milena Campagnuolo (18 dicembre  2011)


Happy Christmas

Posted in Musica, Natale on 27 dicembre 2010 by pensierididonna

Ci sono volte

Posted in Natale, pensieri with tags , on 9 dicembre 2009 by pensierididonna

                                    

Ci sono volte in cui le giornate sono difficili, sembra quasi che si è lì a tirare sgambetti a se stessi, a remarsi contro.

E questa è una di quelle volte.

Un ingiustificato nodo alla gola mi sta rovinando la giornata. Ad ore dal mio risveglio, pur passeggiando per strada senza affanno, senza obblighi, in compagnia di me stessa, ci faccio i conti, lo porto a spasso, patetici i tentativi di scrollarmelo di dosso.

Avverto anche disagio ed insofferenza. Sono senza spazio ed aria, troppa gente sui marciapiedi, troppe auto per strada, troppe luci nelle vetrine dei negozi… e capisco. Il Natale è vicino!

Che bello, si avvicina Natale! Risento il mio “Cara mamma, caro nonno, cari zii e zie, …”. Oh, quanta voglia di stare insieme! Ore intere in cui la famiglia al femminile si riuniva e si raccontava davanti ai fornelli, mentre c’era un gran sparire di dolci nelle bocche di piccoli ingordi…

Ed il “Cara mamma, caro nonno, cari zii e zie, …” è ancora lì quando non è più tempo di letterine, a dire di radici ben piantate e voglia di famiglia. Rivedo il mio abete sempre più alto, sempre lo stesso per anni, con tutti i doni magistralmente accatastati in studiato disordine. Doni piccoli, non importanti che sapevano di buono, di affetto. Sull’abete un assurdo quanto improponibile miscuglio di palline colorate, ognuna con la sua storia, ognuna scelta accuratamente, per una ragione e con amore. Qualcuna in più ogni anno.

Poi il filo dei ricordi si spezza, restituendomi a tutta la mia malinconia. Il “Cara mamma, caro nonno, cari zii e zie …” è stato risucchiato dal tempo, dalle distanze dell’indifferenza, i distacchi definitivi, i chilometri che diventano oceani per caparbietà, inerzia, quieto vivere…

Ci sono volte in cui si desidera intensamente essere parte di qualcosa ma non un qualcosa qualunque. E Natale è una di quelle volte. Con chiunque si sia, ci si sente degli “imbucati”, dei non-regolari nel reticolo di legami di sangue che non è il proprio. Sono legami che diventano palpabili, che rendono esclusi. Il mio sangue ribolle, affannato e rabbioso cerca i suoi simili, i suoi uguali. Ne trova, e tanto, in uno solo ma sembra non essere abbastanza.

Ma ci sono volte in cui non si può prescindere dalla realtà e non vale il “non arrendersi mai”.

E questa è una di quelle volte.

Quindi, mi preparo a farmi bastare un rametto di pungitopo o di vischio su un pezzo di marmo, un’interurbana e l’affetto di quell’uno solo che ha il mio stesso sangue e che adoro.

E così ancora una volta, malgrado me, mi ritrovo a dover indossare la maschera che mi nasconde, che dissimula così bene le mie inquietudini, i miei dolori. Se il mio sguardo sarà letto come severo o distaccato, poco importa, l’importante è che non si legga la mia tristezza, potrebbe addolorare coloro che mi amano e che amo, ma che tuttavia non riescono a misurare il dolore che mi buca l’anima.

Bene, sono pronta.” penso mentre dico senza ironia “Che bello, arriva Natale!” 

Ci sono volte… E questa è una di quelle volte.

 

Chi descrive il proprio dolore, anche se piange è sul punto di consolarsi” Ojetti

Milena Campagnuolo (2 dicembre 2009)