Archivio per dicembre, 2015

Roccia

Posted in Frammenti, pensieri on 8 dicembre 2015 by pensierididonna

“Sei una roccia” mi scrisse una volta Enzo in un commento. Enzo… un amico di web, di quelli che io chiamo meravigliosi inciampi. Rimasi un po’ perplessa sprofondata nell’argilla pensando alle mie fragilità, ma non replicai. Ed è rimasta lì questa frase, come sospesa. Ma i pensieri hanno una vita propria, sono ribelli, fanno capriole oppure scompaiano per ricomparire in momenti bizzarri e forse anche un pò sbagliati.

In un martedì qualunque ricevo la visita di una giovane donna che mi parla di un suo problema. Un problema non gravissimo, ma importante, di quelli che nella vita ad un incrocio costringono a una direzione, proprio quella che non si voleva imboccare. Sono rimasta li, ne abbiamo parlato, abbiamo individuato un percorso.

“Ciao, grazie” mi ha detto salutandomi con un bacio. Ed è allora che mi sono detta che si, forse si. Forse è questo che voleva dire Enzo che si è accorto prima di me. Forse qualche pietruzza c’è.

Mentre mi rilasso e i miei scudi sono abbassati mi sfiora un pensiero, di quelli di cui non si parla, che non si raccontano neanche a se stessi o alla luna piantata in mezzo al cielo in una notte d’estate ed ecco il terreno diventare scivoloso.

Milena Campagnuolo (8 dicembre 2015)

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Ascolta come mi batte forte il tuo cuore

Posted in Poesia, Senza categoria with tags on 6 dicembre 2015 by pensierididonna

Poteva accadere. Doveva accadere.
È accaduto prima. Dopo. Più vicino.
Più lontano. E’accaduto non a te.
Ti sei salvato perché eri il primo.
Ti sei salvato perché eri l’ultimo.
Perché da solo. Perché la gente.
Perché a sinistra. Perché a destra.
Perché la pioggia. Perché un’ombra.
Perché splendeva il sole.
Per fortuna là c’era un bosco.
Per fortuna non c’erano alberi.
Per fortuna una rotaia, un gancio, una trave,
un freno, un telaio, una curva, un millimetro, un secondo.
Per fortuna sull’acqua galleggiava un rasoio.
In seguito a, poiché, eppure, malgrado.
Che sarebbe accaduto se una mano,
una gamba, a un passo, a un pelo da una coincidenza.
Dunque ci sei? Dritto dall’animo ancora socchiuso?
La rete aveva solo un buco, e tu proprio da lì?
Non c’è fine al mio stupore, al mio tacerlo.
Ascolta come mi batte forte il tuo cuore.

 

(Ogni caso, Wislawa Szymborska)