Una zeta

 

Una zeta, solo una zeta ma è quella che appare nel mio codice fiscale e che spesso fa scattare la domanda sul mio Paese di nascita ..Continente africano, dico, ma penso quello nero, dai tramonti indescrivibili, da mal d’Africa … quello nero della mortalità inaccettabile, delle guerre civili, della povertà assoluta.

A volte qualcuno, non riconoscendo in me la provincialotta meridionale, ha voluto ricondurre all’aver respirato aria esotica il mio spirito che non si è mai adeguato, sempre un pò ribelle, mai rientrato del tutto negli spazi finiti, nei reticoli.

Mentre sono sul balcone di casa in compagnia della caldaia e del suo tecnico curioso mi guardo attorno…. basse colline… anonime benché tutto sommato decorose costruzioni… ma non trovo spazi, non ho dove smarrire il mio sguardo, posso solo alzare gli occhi al cielo per perdermi.

La conversazione va oltre  e si consuma fra tecnicismi,  la zeta rimane lì, come sospesa,  e penso che la mia corda esotica inizi e finisca proprio a quella zeta.

   

Milena Campagnuolo (15 aprile 2013)

 

 

2 Risposte to “Una zeta”

  1. masticone Says:

    bellissimo

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