Archivio per settembre, 2012

La notte che aspettavo

Posted in Frammenti, Lavoratori in crisi with tags , , on 18 settembre 2012 by pensierididonna

 

                                                     foto dal web

Non dormo. Da ore il mio sguardo corre alle lancette dell’orologio e da ore ogni mia cellula è dolorosamente tesa. Notte insonne.

Aspettavo questa notte. Sapevo che sarebbe arrivata, mi stupiva quasi il mio sonno sempre uguale. Ogni volta che mi sono ritrovata a fare i conti, se non col domani, col mio dopodomani, sono rimasta sveglia fissando il mio zero_soluzioni.

Aspettavo questa notte. Aspettavo la notte in cui in un’alternanza di avvilimento, incoraggiamento, conforto, scorrono le ore del silenzio e del buio … poi il cicalio di una sveglia, un motore che si avvia mi dicono del giorno nuovo mentre io sono ancora aggrappata al vecchio… Gli occhi lacrimano per la stanchezza, braccia indolenzite non riescono a tenere aperto il libro di turno, il cervello va a mille nel suo movimento circolare che sfianca e priva di direzioni, ma niente angoscia e incertezze o appelli alla dignità.

 

Mi arrendo e mi alzo. Mentre aspiro ampie e lente boccate di fumo, ieri e domani si sono avvicendati lasciandomi svuotata, so però che la notte che è appena passata non è la notte che aspettavo. Non è la notte giusta per elaborare il mio lutto da lavoro.

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Insonnia, solo insonnia. Punto.

Milena Campagnuolo (16 settembre 2012)

 

 

A_DIO

Posted in Cinema, Frammenti, Senza categoria with tags , , , on 5 settembre 2012 by pensierididonna

 

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 Addio a Michael Clarke Duncan,

il gigante buono de “Il Miglio Verde”.

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Una lettera

Posted in Frammenti, nugae, pensieri with tags , , on 4 settembre 2012 by pensierididonna


 

Scrivi poco, mi dicevi, mia cara amica.  Non ho più parolerispondevo. Verità, ma verità parziale. Non ho più parole che mi piacciano.

Come capita a tanti, scrivo lasciando in giro pensieri appuntati su carta, file word o post che sul blog rimangono eternamente bozze. Io non amo le sfumature di grigio che si frappongono fra il bianco ed il nero, o pubblico subito, d’impulso, o non pubblico più.

Leggo i miei scarabocchi e li lascio lì perchè incrocio banalità. Sorrido… Sembra quasi che quello snobismo intellettuale di cui  già molti anni fa mi “rimproverava” un vecchio amico affine, lo stia riservando anche a me.

Ormai detesto di me il raccontarmi e pensarmi nell’attimo in cui faccio quel passo indietro che prelude all’analisi feroce del mio esserci e anche del mio non esserci. Mi comporto quasi come se ignorassi che quando si è troppo concentrati sul proprio essere  tristi  si corre solo il rischio di diventarlo ancora di più e di dimenticare di non doverlo essere. Oppure  come se ignorassi che la levità è l’unico vero modo di affrontare molto della vita.  Levità. Questo avrei voluto dai miei anni. Non ignoro nulla di tutto questo e quando riuscirò ad annaspare meno, sicuramente troverò quelle parole che per me abbiamo un senso.

Ecco. Ho finito. E per quanto abbia un gran voglia di appiccicare l’etichetta di banalità a qualcosa che invece mi andava di raccontare proprio a te, amica mia, pubblicherò questo post.

 A presto, dunque.

Milena Campagnuolo (30 agosto 2012)