Nulla di profondo


E’ proprio vero,  le cose cambiano… le opinioni cambiano.

Nulla di profondo, niente che gratti l’anima.

Ho sempre detestato guidare e l’ho fatto solo quando costretta. Mi mettevo alla guida col broncio, seccata, quasi infelice nei bui pomeriggi invernali, con la pioggia poi… Per venti anni il mio giudizio non è cambiato.

Ora, mutate le circostanze a contorno,  non ho i miei chilometri da macinare e …. mi manca. Ho acquistato consapevolezza di quel tempo, era un tempo scippato a ritmi altri. Un tempo mio, solo mio, in cui i miei pensieri andavano,  volavano e … dovunque. Era una dimensione in cui non entrava niente e nessuno che io non volessi.  Era il momento dei miei pensieri liberi, intimi. Inconsapevole rifiatavo,  rifiatavo anche quando ero ostaggio di un mucchio di lamiere fra altre lamiere tutte ad ostacolarsi la marcia reciprocamente.

Ed è stato proprio in uno di quel lento marciare che il mio sguardo, caduto sullo specchietto retrovisore, ha incontrato un altro sguardo, un altro viso: quello di mia madre. Nessuna presenza.. nulla di profondo, niente che graffi l’anima. Ero io, il mio sguardo, il mio viso. Ed è stato così, e proprio in auto, che ho acquistato la consapevolezza assoluta dei miei anni.

Nulla di profondo. Niente che gratti l’anima.


Milena Campagnuolo (15 giugno 2012)




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