Un grido


In questo pomeriggio d’autunno troppo breve per essere vero, sospiro rassegnandomi al buio nel quale sprofonderò nel giro di pochi minuti.


Un sospiro ancora più profondo accompagna il mio soffermarmi su quelle conversazioni che, quando ci sono, sono frasi avare di parole, interrotte da silenzi che non dicono. Vorrei tanto non dover andare sempre oltre… , oltre le parole, i toni, le circostanze, … . Oltre.


Mi tornano alla mente le parole di Erri De Luca: «… Chiusi piano e scesi i gradini più profondi della mia vita …. Avessi incontrato uno a dirmi: : “Tornatene a casa”, me lo sarei abbracciato
Battuta. Battuta sul tempo. Da me.
Si, c’è una parte di me che arriva sempre prima del mio resto, sorprendendomi.


Sono sconcertata dai giovani uomini del nostro tempo, così diversi dai loro padri per sensibilità e sogni, e quando li vedo incamminarsi verso un sentiero che diventa montagna,  senza un vero perché, vorrei urlarlo quel tornatene a casa, ma ho paura. Ho paura che serva solo a renderli ricci e inguaribilmente sordi.


Ed al buio il mio urlo si perde nelle caverne dell’anima.

Milena Campagnuolo (20 novembre 2011)


2 Risposte to “Un grido”

  1. Molto bello Milena,
    grazie🙂

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