Viaggio

Viaggi ed altri viaggi, il titolo dell’ultimo libro che il suo autore sta promuovendo  in una trasmissione televisiva.
E ricordi il tuo primo viaggio?”
“Sono andato con mio nonnodaPisa a Firenze”.

… E le voci diventano sottofondo mentre ripenso al mio primo viaggio. Ne ho un ricordo parziale, immagini che si susseguono non necessariamente collegata fra di loro e con profondi vuoti.

È ora! Mi dice mamma svegliandomi mentre mi tira su. Nei miei ricordi c’è un colore: il giallo. Grossi quadroni gialli coprono un baule -nel tentativo quasi tenero di nasconderlo – che viene scoperto. Siamo pronti, la tovaglia a quadroni lasciata lì in angolo, abbandonata come i miei primi anni…solo poco più di tre.  Sui visi, nelle voci, c’è eccitazione e paura assieme ed è così che il buio della sera ci ingoia. Una porta si apre, saluti sussurrati –  solo dopo anni saprò che erano un addio, un improbabile arrivederci altrove. Una carezza ed un bacio per me da una principessa e poi … poi andiamo … fai la brava, non facciamo rumore, cammina in fretta…qualcuno potrebbe avvisarlo. Non mi piace mi sento agitata, ma lascio che quella mano che stringe la mia mi trascini e mi costringa a trotterellare dietro gli altri. Sono dietro mamma e mio fratello e non c’è altro luogo in cui potrei essere…. 

Sono a bocca aperta … , di nuovo un colore: il rosso. Il  rosso di quelle poltrone gigantesche, alte più di me. Affondo in una di esse, ma mi agito, mi sento inquieta, sola..  lo schienale della poltrone è talmente grande e la poltrona talmente larga che non riesco a vedere mio fratello che è oltre mamma. In realtà non riesco a vedere proprio nessuno, neanche il signore che prima che mi sedessi mi ha sorriso… Forse faccio qualche capriccio …  vorrei tanto che mamma mi tenesse fra le sue braccia Non si può! mi dice severamente.
… mamma è  preoccupata e tesa – forse mi sono addormentata –  mi dice di essere buona, mio fratello non si è sentito bene, è stato troppo col naso incollato al finestrino…e sono di nuovo solo in compagnia di me stessa…..

Mamma mi sorride, Siamo arrivati, siamo in Italia. Finalmente! Mi sento stanca… scendiamo grossi gradini, ad attendermi ci sono la prima luce del mattino e tre sconosciuti, che sorridono a  mamma che li abbraccia commossa: sono i suoi fratelli. … Solo dopo  tantissimo arriviamo a quella che col tempo  diventerà la mia terra, la mia casa.

Era il 23 novembre 1963, il  mio primo viaggio, un viaggio non su ruote o su strada ferrata ma in aereo da un continente all’altro. Dall’Africa all’Italia. Già.. da un luogo dai contorni mai definiti chiamato Africa, non Congo, Kenia o Marocco, ma Africa, come a sottendere un brutto posto… mentre l’Italia era l’Italia e basta, non una città o un paese,  era la parola fine alle paure, alle preoccupazioni, alle difficoltà. Ma la parole fine non fu scritta per quel peso sul cuore che mi era portata dentro tutto il tempo.

In realtà quest’Italiaebasta non mi era sembrata così magica come mamma mi e ci aveva sempre raccontato. Ma sicuramente sbagliavo io… mamma non sbagliava mai.

Milena Campagnuolo (4 novembre 2010)

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