Sete

Sono al pc e dopo l’accesso alla rete, come succede sempre più spesso, gironzolo, saltello, in uno zapping continuo fra profili di fb e blog.

Mi interrogo e mi scopro assetata. Ho sete di parole, di pensieri, sete d’anima degli uomini e delle donne che condividono il mio tempo.

Nel girovagare inciampo nei miei disagi, nel bisogno di una normalità ripulita da follia e onnipotenze, trovo e mi consola la voglia di concedersi, di andare oltre, di essere anche altro, di non fermarsi, di non arrendersi.

Così continuo nel mio zapping e a bere parole, sperando di riuscire a placare finalmente la mia sete.

 

Milena Campanuolo (31 maggio 2010)

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