Ci sono volte

                                    

Ci sono volte in cui le giornate sono difficili, sembra quasi che si è lì a tirare sgambetti a se stessi, a remarsi contro.

E questa è una di quelle volte.

Un ingiustificato nodo alla gola mi sta rovinando la giornata. Ad ore dal mio risveglio, pur passeggiando per strada senza affanno, senza obblighi, in compagnia di me stessa, ci faccio i conti, lo porto a spasso, patetici i tentativi di scrollarmelo di dosso.

Avverto anche disagio ed insofferenza. Sono senza spazio ed aria, troppa gente sui marciapiedi, troppe auto per strada, troppe luci nelle vetrine dei negozi… e capisco. Il Natale è vicino!

Che bello, si avvicina Natale! Risento il mio “Cara mamma, caro nonno, cari zii e zie, …”. Oh, quanta voglia di stare insieme! Ore intere in cui la famiglia al femminile si riuniva e si raccontava davanti ai fornelli, mentre c’era un gran sparire di dolci nelle bocche di piccoli ingordi…

Ed il “Cara mamma, caro nonno, cari zii e zie, …” è ancora lì quando non è più tempo di letterine, a dire di radici ben piantate e voglia di famiglia. Rivedo il mio abete sempre più alto, sempre lo stesso per anni, con tutti i doni magistralmente accatastati in studiato disordine. Doni piccoli, non importanti che sapevano di buono, di affetto. Sull’abete un assurdo quanto improponibile miscuglio di palline colorate, ognuna con la sua storia, ognuna scelta accuratamente, per una ragione e con amore. Qualcuna in più ogni anno.

Poi il filo dei ricordi si spezza, restituendomi a tutta la mia malinconia. Il “Cara mamma, caro nonno, cari zii e zie …” è stato risucchiato dal tempo, dalle distanze dell’indifferenza, i distacchi definitivi, i chilometri che diventano oceani per caparbietà, inerzia, quieto vivere…

Ci sono volte in cui si desidera intensamente essere parte di qualcosa ma non un qualcosa qualunque. E Natale è una di quelle volte. Con chiunque si sia, ci si sente degli “imbucati”, dei non-regolari nel reticolo di legami di sangue che non è il proprio. Sono legami che diventano palpabili, che rendono esclusi. Il mio sangue ribolle, affannato e rabbioso cerca i suoi simili, i suoi uguali. Ne trova, e tanto, in uno solo ma sembra non essere abbastanza.

Ma ci sono volte in cui non si può prescindere dalla realtà e non vale il “non arrendersi mai”.

E questa è una di quelle volte.

Quindi, mi preparo a farmi bastare un rametto di pungitopo o di vischio su un pezzo di marmo, un’interurbana e l’affetto di quell’uno solo che ha il mio stesso sangue e che adoro.

E così ancora una volta, malgrado me, mi ritrovo a dover indossare la maschera che mi nasconde, che dissimula così bene le mie inquietudini, i miei dolori. Se il mio sguardo sarà letto come severo o distaccato, poco importa, l’importante è che non si legga la mia tristezza, potrebbe addolorare coloro che mi amano e che amo, ma che tuttavia non riescono a misurare il dolore che mi buca l’anima.

Bene, sono pronta.” penso mentre dico senza ironia “Che bello, arriva Natale!” 

Ci sono volte… E questa è una di quelle volte.

 

Chi descrive il proprio dolore, anche se piange è sul punto di consolarsi” Ojetti

Milena Campagnuolo (2 dicembre 2009)

3 Risposte to “Ci sono volte”

  1. Un essere fragile che trasforma le proprie paure nella forza del poter sopravvivere.Milena la tua non è una maschera, è una corazza che ti permete di andare avanti senza ferire le persone che Ami.Sono sicura che come l\’alternarsi delle maree, tornerà quel momento sereno dove riaffioreranno le cose belle che una donna desidera…"Chi descrive il proprio dolore, anche se piange è sul punto di consolarsi" Ojetti Milena Campagnuolo (2 dicembre 2009) 1.49 | Pubblica su blogCommenti Attendere…Il commento immesso è troppo lungo. Immetti un commento più breve.Immissione non effettuata. Riprova.Impossibile aggiungere il commento al momento. Riprova più tardi.Per aggiungere un commento è necessaria l\’autorizzazione di un genitore. Chiedi autorizzazioneI tuoi genitori hanno disattivato i commenti.Impossibile eliminare il commento al momento. Riprova più tardi. Hai raggiunto il numero massimo di commenti pubblicabili giornalmente. Riprova tra 24 ore.Impossibile lasciare commenti. La funzionalità è stata disattivata perché i sistemi hanno rilevato una possibile attività di spamming dal tuo account. Se ritieni che il tuo account è stato disattivato per errore, contatta il supporto tecnico di Windows Live.Esegui il seguente controllo di protezione per completare la pubblicazione del commento.I caratteri digitati nel controllo di protezione devono corrispondere ai caratteri dell\’immagine o della riproduzione audio. Aggiungi un commento prima di tutti: Un essere fragile che trasforma le proprie paure nella forza del poter sopravvivere.Milena la tua non è una maschera, è una corazza che ti permete di andare avanti senza ferire le persone che Ami.Sono sicura che come l\’alternarsi delle maree, tornerà quel momento sereno dove riaffioreranno le cose belle che una donna desidera…"Chi descrive il proprio dolore, anche se piange è sul punto di consolarsi" Ojetti….ti stringo fortePS stupende le tue esternazioni anche quando passi da me.^_^

  2. PS Bellissime le tue esternazioni…anche quelle che lasci da me^_^GrazieTeresa

  3. …torno a rileggerti e ti lascio il mio sincero tvbTeresa

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