Archivio per ottobre, 2009

antipedofilia

Posted in Senza categoria on 31 ottobre 2009 by pensierididonna
 
 
 
 
testo ripreso dal blog di ilsaporedellenuvole……

Vi lancio una sfida! Nel mondo dei blog siamo numerosi, pero’, possiamo riuscirci a far girare un messaggio a tutti ed è  per una causa buonissima ANTIPEDOFILIA! Perche’ episodi su tanti bambini siano solo un brutto ricordo per tutti. Daremo un segnale… CREDIAMOCI INSIEME!! Ricopiate sul vostro blog questo stralcio e vediamo quanti di noi riescono realmente a dar vita a questa campagna e,dopo averlo copiato aggiungete la vostra firma… come dire  IO CI STO!!

Combattiamo insieme
 

Anche io ci sto:

Mil

Solo un caso?

Posted in Senza categoria on 30 ottobre 2009 by pensierididonna
                       
           

Sono al pc, lo sguardo scorre una cartella. Apro un file, uno qualsiasi. Che strano! Leggo di un sentire molto simile a quello che ho appena buttato giù e fatto ingoiare al mio foglio word.

Forse alcune cose sono stagionali, stati d’animo che si vivono e si rivivono ciclicamente o molto più semplicemente sono sempre dentro e, ogni volta che nello strato di scorza che li rende silenti si crea una piccola crepa, emergono colpendo ed infierendo come non mai.

La casualità mi fa comunque sorridere. Mi piace. Mi piace perdermi inseguendo pensieri un po’ balordi che rendono più credibili i sogni-sogni, quelli decisamente improbabili da realizzare, da riuscire a vivere. E allora mi abbandono alla voglia sfrenata che ho di credere  e cedere al fascino dell’universo di percezioni, intuizioni, istinto puro che anticipa e sorprende, proiettando più lontano ed  oltre la razionalità, la gabbia  imposta dai nostri sensi.

 

È tardi, devo andare, meglio smettere di inseguire sogni.  Prima di uscire svuoto il portamonete delle tante monetine. Una curiosa gestualità che serve solo ad alleggerire, o ad illudermi di farlo, il peso esagerato di quella che mi ostino ancora a chiamare borsa. Non so inseguendo quale pensiero o logica lascio dov’è una monetina da 10 centesimi…

 

“Mi mancano solo 10 centesimi, per caso li hai tu?”. Sono al parcheggio e a rivolgermi la domanda è stato un mio collega che sconsolato guarda la macchinetta automatica per il pagamento della sosta. Beh, sono preparata, so di avere quello che serve, ma rimango un po’ perplessa mentre gli recupero la moneta.

 

Mi guardo attorno e vedo un cartello PUNTO DI RISTORO, definizione altisonante per la presenza in un piccolo spazio di due tristi distributrici automatiche di bevande e merendine, extrema ratio mi sembra più plausibile il REGALATEVI UN MOMENTO DI RELAX che compariva sullo stesso tipo di macchina nella mia ex-azienda. Già! La mia ex-azienda… , la sua sede è proprio qui dove sono, mi chiedo se mi capiterà di incontrare qualcuno dei miei ex-colleghi. Mi rimbalza l’immagine di un uomo sorridente con un pullover rosa brillante che urla e dice di un cielo che può essere solo terso e null’altro, guance un po’ arrossate, uno sguardo derubato delle pagliuzze scintillanti, come l’incertezza continua del domani riesce a fare e molto bene…. Ma oggi funziona così, anche per la generazione sbagliata. Ritorno in me, al mio concreto, mi incammino fra la folla.

“Signora bella, come stai? Ho seguito la scia del tuo profumo…”.

A parlare è stato un uomo sorridente, con le guance un po’ arrossate, gli occhi una volta brillanti. Un  brivido di paura mista ad inquietudine scorre lungo la schiena, indossa un pullover… ocra. Tiro un sospiro di sollievo, prima di abbracciarlo. Mentre lo stringo forte, sorrido di me e delle mie paure.

“Tu non mi crederai, ma stavo pensando proprio a te”.

 

È passato qualche giorno e ancora sorrido di quell’incalzante susseguirsi di eventi che voglio svestire da casualità. Mi distoglie il ronzio del cellulare “Pronto”.

 “Hello! Pronto” riconosco la voce di una cara amica. Ne avverto la mancanza e  mi rammarico, come sempre, per il numero di chilometri che ci separa.

“Ehilà! Che bella sorpresa! Che si dice nella vecchia Inghilterra?”

Con ironia replica  “Non saprei proprio, sono in ferie. Sono in Italia con mio marito, a Milano. Tu dove sei di bello?”

Nella mia voce un’impercettibile esitazione, un brivido sulla schiena che riconosco.

 “Sono a Capodichino, sto per imbarcarmi per… Milano Linate”.

Una breve pausa,  poi mi scuoto e mi ricordo di essere quella che sono e, prima che possa replicare, aggiungo “Ho due ore prima di una riunione. Vogliamo vederci? Puoi? ”

 

Milena Campagnuolo (29 ottobre 2009) 

         

Un lunedì

Posted in Frammenti on 27 ottobre 2009 by pensierididonna

 

 

È lunedì, ma non un lunedì qualsiasi. È il lunedì che segue l’ultima domenica di ottobre che porta con sé il ritorno dell’orario solare. Lunedì triste che sottende l’angoscia di tornare a casa da lavoro col buio, è solo il primo di tanti giorni bui, in cui sembra che la vita sia in qualche modo negata. 

C’è silenzio quando esco dall’azienda in cui lavoro solo da pochi mesi. Oltre il tornello ad attendermi condizioni di luce sconosciute. I riflettori accesi lasciano solo indovinare il profilo dell’impianto e dei camini, restituendo un’immagine surreale. All’orizzonte il tramonto rosa cede in fretta pezzi di cielo a lingue di un azzurro sempre più denso. 

Respiro a fondo, l’aria è tiepida. I gelidi morsi di un inverno precoce, che hanno lacerato e sbrindellato solo pochi giorni prima, assumono i contorni rarefatti di un’idea. Le immagini che la mia anima vede mi infondono il calore che sempre invade quando ci si sente in sintonia con tutto il resto, teneramente accolti fra le braccia del mondo che è al di fuori, appena oltre la pelle.

Ed è con questo senso di calore che salgo in auto, pronta a far pace e a convivere col buio che mi sarà compagno lungo il mio percorso. Intuisco dell’altro, il mio presente, inteso come ora, adesso e come dono.

Si, ho ricevuto un regalo, un regalo inaspettato, proprio dal primo lunedì che segue l’ultima domenica di ottobre. 

 Milena Campagnuolo (26 ottobre 2009)   

Una bambina, una donna

Posted in Frammenti on 13 ottobre 2009 by pensierididonna

Un peso sul cuore, un groppone alla gola…

Sintomi che si riconoscono. Strano, mi pareva di ricordare che il dolore fisico fosse meno intenso.

Si, sento un macigno addosso, non riesco a respirare, è il dolore dello sprofondare nel vuoto che prende quando niente sembra più avere un senso, quando niente sembra consolare , sanare le ferite, sollevare dalle sconfitte quelle di ogni giorno, quelle che non dimenticano mai di esistere, di urlare.

L’ultima volta che gli eventi mi hanno sopraffatta, ho avuto paura di me stessa, dei miei pensieri. Spero che non accada di nuovo. Devo pensare ad altro. Devo… Forza trova qualcosa che ti faccia sorridere, che ti riscaldi il cuore. Forza! Pensa ad un momento gradevole, ad attimi magici…. a quelle risate a gola aperta…. No, non ci riesco, non ci riesco….. una carezza, una carezza che negli ultimi giorni mi ha ben ripagato per i miei sforzi.  Impegnati, devi farlo, non lasciarti andare….

Sono stanca di fingere, non voglio più indossare la maschera del ‘va tutto bene’, dell’accettazione del verso sbagliato delle cose. È solo un brutto momento… Poi fingere per chi? Vedo solo persone che si pongono domande giuste giusto il tempo di formularle, domande che si perdono senza aver mai raggiunto labbra….

Mi amano, ma non mi arriva, non mi ristora. A che serve un amore che non serve, un amore che non si fa sentire, che non si veste di un gesto, un sussurro, di parole che si fanno carezza quando sono stanca e avvilita? Il mio dolore cresce, si gonfia, sta arrivando.. arriva l’onda lunga dell’infelicità, mi risucchia, mi toglie il respiro. Mi esige. No, non dovevi permetterlo.  Mi consuma, mi logora questa me stessa allargata, questa me stessa tutto compreso, dove i pasti e le bibite è tutto l’amaro, il mio fiato corto a cui riesco ad aggiungere amaro e fiato corto.

Se penso a quando …. Non pensare, non andare indietro, non frugare nel tuo presente. Non adesso, è il tempo sbagliato.  E perchè ricordare? Niente ha un senso, mi sento persa…non so verso cosa andare,  non so in cosa sperare, cosa sognare. Sento tutto il mio inutile. Vorrei essere in un nulla dove non c’è ieri, non c’è domani, non c’è… adesso. Smetti di pensare, interrompi il ticchettio impazzito dei tuoi pensieri. Sono qui accanto a te, bambina. Vieni fra le mie braccia, lasciati andare. Chiudi gli occhi, piccola mia. Non reggo… ora dormo, voglio svegliarmi quando non sentirò più dolore. Dormi, piccola, ci sarò io con te quando riaprirai gli occhi, riuscirò a salvare te da te. Io posso farcela, io sono una donna. 



Un appuntamento

Posted in Senza categoria on 1 ottobre 2009 by pensierididonna

 

Mi ritrovo di nuovo, l’ultima di tante altre volte, davanti ad un foglio vuoto, completamente bianco, per sedare i miei pensieri, vomitarli senza troppi complimenti e libera di farlo. Un’abitudine giovane, ma ormai imprescindibile da me, dal mio stare sola con me stessa, dal mio incontrarmi.

Ho cominciato sulle parole di altri, parole che bevevo come una disperata, che non mi bastavano mai e che non mi stancavo di leggere e rileggere, fino ad assorbirle tutte. Ed ecco la voglia e l’ansia di dire, raccontarmi, raccontare. Ho riscoperto così, dopo un tempo vergognosamente lungo, la bellezza dei periodi compiuti da usare, scrivere a rimpiazzo ed insieme alle frasi spezzate di una conversazione a lettere inchiostrate o accanto ai suoni vocali che durano il tempo dell’eco che riusciranno a creare nella mente o nel cuore.

E mentre di getto ed in apnea comparivano parole, proprio lì, su quel monitor, lasciavo in forma di verdana blu il mio dolore, i miei drammi, i miei pianti asciutti, le mie orribili lacrime dentro. Un dolore passato di mano in foglio… mentre le gioie, le vittorie, le emozioni che riscaldano il cuore rimanevano dentro da coccolare ed accarezzare eppure amplificate da quello scrivere che come un catalizzatore ne generava di nuove più forti, più intensi. Ecco cos’era questo scrivere e senza velleità.

 Ed eccomi qui, al mio irrinunciabile appuntamento con me stessa per soddisfare la mia sete, la mia urgenza e voglia di liberare quello che ho dentro, quei pensieri non previsti né programmati, che pur ci sono, che si riferiscano a me, ad altro o altri.

‘E che scrittura sia, allora.’ mi dico, mentre muta ringrazio.

Grazie amico mio, che tu sia carne e sangue o solo un’idea, un sogno.

 Milena Campagnuolo (30 settembre 2009)