IL BRANCO… di Milena Campagnuolo

 

Branco… ed il pensiero corre ad un gruppo di ragazzi stupidamente pronti a far di tutto, per noia, spacconeria o cos’altro, nel non rispetto delle persone e delle regole….Fiere, non uomini, che attaccano la preda e ne fanno brandelli per pasto comune.

 

Eppure… io conosco un branco. L’ho visto nascere, crescere, cambiare… . Intruppati in un gregge, tutti nella stessa direzione, per condividere gioie, dolori, drammi, divertimenti. Esuberanti, certo, ma consapevoli dei limiti loro imposti dal vivere civile. E come pensar male? Nato sotto gli occhi di genitori vigili, il branco ne ha guadagnato il consenso prima ed il rispetto dopo.

 

Il branco si raduna… è un momento di gioia.

Ti devo diciotto baci, uno per ognuno dei tuoi anni.

E lo schiocco di quei baci… gioia per le orecchie.

 

Poi ancora… un distacco.

Andiamo a festeggiare. Fra due giorni parte. È quello che voleva, noi rimarremo sempre suoi amici – e così è stato.

 

Ed il branco c’è nel dolore. Mancare da casa anche ventiquattro ore e non poter dir nulla. Non c’è rimprovero per chi rimane accanto ad un amico nel suo lutto, ed è mestamente consapevole che dovrà sostenere anche chi quel lutto l’ha già vissuto ed inevitabilmente crollerà.

Cuori giovani già lacerati dalle vicende della vita!

 

E la carne di adulta urla per il dolore che ingiustamente colpisce quel camminare goffo e dinoccolato, quella peluria che prelude barba e che già sa il patire ed il com_patire.

 

E mentre i secondi si fanno giorni, mesi ed anni, il branco è lì, come sempre e da sempre, pronto a condividere quello che ciascuno sceglierà di condividere. Nel rispetto reciproco delle idee, dei silenzi, dei drammi e delle gioie personali.

 Scene che scorrono e rivedo…. 

 

Ho parlato con loro. Ho detto che sta facendo la chemio prima di operarsi. Sapevano ma aspettavano che fossi io a parlarne. Per questo erano sempre qui alla play station, a vedere le partite … immaginavano il mio dolore e la mia preoccupazione.

 

Ma che fai non studi?

– Sto preparando temi. C’è il concorso, l’anno scorso ho portato fortuna in questa prova.

 

I concorsi, per questi ragazzi senza certezze, si provano e riprovano. E ognuno fa la propria parte, tutto quello che può per l’altro.

 

Ed il branco ancora e di nuovo si raduna…

 

Andiamo a Roma. Ha i test. Se siamo insieme sicuramente dopo si sentirà meglio.

Questa sera festeggiamo. Ha comprato la nuova auto usata con i lavoretti che fa, ma ha paura di guidarla!

 

Deve sostenere un esame difficile all’università. Andiamo anche noi. La nostra presenza lo rassicura.

 

Le vacanze sono andate bene. Non abbiamo avuto problemi, anche se eravamo in tanti abbiamo rispettato i turni… 

 

Ed oggi… da lontano un tamtam corre veloce a coprir chilometri. Diventa sempre più forte, incessante. Si, è il branco, quello di sempre, ma con camminata sicura e barba ispida.

 

Questa sera non esco con lei, esco con i ‘ragazzi’ – il branco -. Passiamo a prenderlo a casa poi staremo tutti insieme.  Da lunedì sarà in ospedale, inizia la chemio.

 

E mentre il mio cuore è straziato per quel ragazzo, il  branco non si sottrae… il branco si raduna.

 

Milena Campagnuolo (17 gennaio 2009)

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