Mi è entrato dentro…

  

    Rivedersi con un’amica che avevo creduto perduta ….. 

   

    Stupore e vuoto assalgono quando una persona amica cambia e diventa quasi ostile, senza un’apparente ragione.

“Ho fatto qualcosa che non va?”

“Ma no, assolutamente! Ma come ti viene in mente?” .  

Ma chi ha subito il mobbing sa bene di cosa parlo. Un vissuto mostruoso per il quale alle lacrime subentra l’amarezza, poi la rassegnazione ed infine, ciò che si prega non arrivi mai, ….la misura colma, la resa.

 

      Intere giornate di silenzio vanno a sostituire il raccontarsi con ironia e le risate anche per le piccole cose, che rendevano sopportabili le ore più difficili del tanto pezzo di vita speso e perduto in un luogo di lavoro acre, amaro.. Risposte che non arrivano mai, con precisione chirurgica, a domande che si fanno e si rifanno…. per poi non farne più.

 

    A sorpresa mi ha cercata e cancello l’amarezza.

    Mi parla di sé…. Un amore finito e male.

    La fine di un amore fa sempre male, anche quando arriva per eutanasia. Ma c’è un male che fa più male di altri. Per modo e momento diventa orrore.

    È accaduto molti mesi fa. Parla … mi dice … rivive. Io rimango muta, non oso interrompere, domandare.

    Un pugno di minuti per raccontare mesi di dolore. Poi deve correre, scappare. Suo figlio la esige. Chiedo nel mio modo diretto – quello che spesso non piace-: “Lo ami?”. E in modo diretto risponde. “Si, lo amo. Mi è entrato dentro e non lo sapevo”. 

Di nuovo muta, l’abbraccio. Forte. Impotente, spero che le arrivi il mio sostegno e che da quell’abbraccio possa ricevere qualcosa, qualsiasi cosa le possa essere utile.

 

       Ore dopo, sono a casa, da sola, a consumare la mia atipica Happy hour fuori-orario.  Un po’ di Martini extra dry – di nuovo qualcosa che spesso non piace-, arachidi salate, patatine, tarallini al peperoncino e… pensieri. Ripenso a quell’incontro breve quanto pieno.

 

       Quando si parla di amore, di una persona che ti è entrata dentro, il pensiero dovrebbe correre a cioccolata calda che lentamente invade, riscaldando cuore e viscere, con retrogusto dolce e profumato. Invece  ….vedo solo una lancia che trapassa un corpo, devastandolo e risucchiandone la vita.

       Un ‘mi è entrato dentro’ dal sapore amaro, al quale anche il peperoncino si arrende.

          

            

Milena Campagnuolo (15 ottobre 2008)

 

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