Attesa

             

     Una bella giornata oggi, sole… cielo azzurro… eppure non è una buona giornata.

 

     Ci sono giorni in cui tutto sembra più difficile, gli ostacoli di sempre diventano insormontabili e il limite del sostenibile sembra superato. Meccanismi di un sentire ormai noti, dei quali non ricerco più le ragioni. Le corde dell’anima si scoprono, si diventa vulnerabile come mai e da madri ci si trasforma in figlie con la voglia di quell’abbraccio e di quella spalla che solo una madre sa e può offrire. 

 

     E allora la sua assenza diventa un macigno. Per ore ho avuto voglia di essere accolta ed avvolta dal calore di quelle braccia e ho trattenere le lacrime di chi sa che quell’abbraccio non ci sarà, non più e da tanto, troppo tempo.

 

     Ed è cominciata l’attesa. Ogni volta aspetto che il dolore ritorni silenzioso e asciutto nella mia anima e che il cuore smetta di farmi male.

 

     Ma oggi, proprio oggi, un amico scriveva ’ Ventre caldo. …ventre di mamma…’ . Mamma.. e disperata, annientata .. non basta.

 

     Dopo ore sono ancora qui ad aspettare, mentre piango i miei occhi sono asciutti e sento ancora più male al cuore.

 

     ….E non potermi raccontare. Per pudore.

 

Milena Campagnuolo (9 ottobre 2008)

 

 

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