Archivio per ottobre, 2008

INIZIATIVE ASSOCIAZIONE MELAGRANA

Posted in Libri on 21 ottobre 2008 by pensierididonna

 

 

Iniziative associative – 08.10.2008

 

 

 

 

Martedì 21 ottobre, ore 18.30
sede Associazione Melagrana, via Migliori 165, S. Maria a Vico (Ce)
presentazione del volume

“Napoli chiama Vicenza
disarmare i territori, costruire la pace”

Comitato pace, disarmo, smilitarizzazione

Saranno presenti la curatrice Angelica Romano e padre Alex Zanotelli, autore della prefazione

Il libro contiene una ricca documentazione sulla minacciosa presenza delle strutture di guerra nel territorio campano. Senza voler annichilire e terrorizzare, si vuole informare, scuotere la rassegnazione, spingere all’impegno, associando Napoli a Vicenza e a tutti i territori in lotta per fermare la follia atomica.

Napoli chiama Vicenza
disarmare i territori, costruire la pace

pp. 160, € 10,00 – ISBN: 978-88-7500-004-2
Gandhi edizioni

 

 

 

 

 

Mi è entrato dentro…

Posted in Senza categoria on 16 ottobre 2008 by pensierididonna

  

    Rivedersi con un’amica che avevo creduto perduta ….. 

   

    Stupore e vuoto assalgono quando una persona amica cambia e diventa quasi ostile, senza un’apparente ragione.

“Ho fatto qualcosa che non va?”

“Ma no, assolutamente! Ma come ti viene in mente?” .  

Ma chi ha subito il mobbing sa bene di cosa parlo. Un vissuto mostruoso per il quale alle lacrime subentra l’amarezza, poi la rassegnazione ed infine, ciò che si prega non arrivi mai, ….la misura colma, la resa.

 

      Intere giornate di silenzio vanno a sostituire il raccontarsi con ironia e le risate anche per le piccole cose, che rendevano sopportabili le ore più difficili del tanto pezzo di vita speso e perduto in un luogo di lavoro acre, amaro.. Risposte che non arrivano mai, con precisione chirurgica, a domande che si fanno e si rifanno…. per poi non farne più.

 

    A sorpresa mi ha cercata e cancello l’amarezza.

    Mi parla di sé…. Un amore finito e male.

    La fine di un amore fa sempre male, anche quando arriva per eutanasia. Ma c’è un male che fa più male di altri. Per modo e momento diventa orrore.

    È accaduto molti mesi fa. Parla … mi dice … rivive. Io rimango muta, non oso interrompere, domandare.

    Un pugno di minuti per raccontare mesi di dolore. Poi deve correre, scappare. Suo figlio la esige. Chiedo nel mio modo diretto – quello che spesso non piace-: “Lo ami?”. E in modo diretto risponde. “Si, lo amo. Mi è entrato dentro e non lo sapevo”. 

Di nuovo muta, l’abbraccio. Forte. Impotente, spero che le arrivi il mio sostegno e che da quell’abbraccio possa ricevere qualcosa, qualsiasi cosa le possa essere utile.

 

       Ore dopo, sono a casa, da sola, a consumare la mia atipica Happy hour fuori-orario.  Un po’ di Martini extra dry – di nuovo qualcosa che spesso non piace-, arachidi salate, patatine, tarallini al peperoncino e… pensieri. Ripenso a quell’incontro breve quanto pieno.

 

       Quando si parla di amore, di una persona che ti è entrata dentro, il pensiero dovrebbe correre a cioccolata calda che lentamente invade, riscaldando cuore e viscere, con retrogusto dolce e profumato. Invece  ….vedo solo una lancia che trapassa un corpo, devastandolo e risucchiandone la vita.

       Un ‘mi è entrato dentro’ dal sapore amaro, al quale anche il peperoncino si arrende.

          

            

Milena Campagnuolo (15 ottobre 2008)

 

Attesa

Posted in Senza categoria on 9 ottobre 2008 by pensierididonna
             

     Una bella giornata oggi, sole… cielo azzurro… eppure non è una buona giornata.

 

     Ci sono giorni in cui tutto sembra più difficile, gli ostacoli di sempre diventano insormontabili e il limite del sostenibile sembra superato. Meccanismi di un sentire ormai noti, dei quali non ricerco più le ragioni. Le corde dell’anima si scoprono, si diventa vulnerabile come mai e da madri ci si trasforma in figlie con la voglia di quell’abbraccio e di quella spalla che solo una madre sa e può offrire. 

 

     E allora la sua assenza diventa un macigno. Per ore ho avuto voglia di essere accolta ed avvolta dal calore di quelle braccia e ho trattenere le lacrime di chi sa che quell’abbraccio non ci sarà, non più e da tanto, troppo tempo.

 

     Ed è cominciata l’attesa. Ogni volta aspetto che il dolore ritorni silenzioso e asciutto nella mia anima e che il cuore smetta di farmi male.

 

     Ma oggi, proprio oggi, un amico scriveva ’ Ventre caldo. …ventre di mamma…’ . Mamma.. e disperata, annientata .. non basta.

 

     Dopo ore sono ancora qui ad aspettare, mentre piango i miei occhi sono asciutti e sento ancora più male al cuore.

 

     ….E non potermi raccontare. Per pudore.

 

Milena Campagnuolo (9 ottobre 2008)

 

 

Le parole del silenzio di Milena Campagnuolo

Posted in Frammenti on 8 ottobre 2008 by pensierididonna

 

     È assolutamente inimmaginabile un mondo senza parole, pensare ad uomini che si incrociano, si incontrano o si scontrano rimanendo muti. In una visione onirica del vivere quotidiano milioni di fumetti si sovrappongono, si seguono ed inseguono; parole accodate le une alle altre, come in un trenino, parole che fluttuano nell’aria, galleggiano, vanno dagli uni agli altri per poi tornare agli uni. Toni, sguardi e gesti ne diranno l’intensità, misurandone peso e spessore.

     Ma non servono metri, bilance e calibri per le parole di cui è pieno, sempre ed in ogni caso, a dispetto di tutto, il silenzio. I silenzi chiacchierano, dicono, sussurrano, urlano…..

     Oro fuso quelle parole trattenute, quelle labbra serrate a forza, che evitano confusioni, conflitti o dispiacere. Momenti sbagliati rendono sbagliate anche parole giuste.

     E come non dare valore a quel silenzio attraverso cui arrivare all’incontro con sé stessi, al lasciarsi andare per sostituire rumori e parole con frasi, pensieri solo percepiti, talvolta inaspettati che sorprendono, posseggono, svuotano e, perché no, turbano? Si attinge a piene mani in un dove sconosciuto o in una piega nascosta dell’anima, riemergendone appagati o confusi ma in ogni caso arricchiti da un mai saputo, mai posseduto e anche da un incerto che spazza via certezze, sì, ma certezze piatte che spengono dentro.

     Fortunati coloro che vivono o scoprono il silenzio fra persone affini, amiche. È un prezioso cesello quel silenzio mai vuoto, riempito da uno sguardo, una carezza, un gesto, il calore dell’essere accanto, che dice  ‘Sono qui. Eccomi.’. Esatto opposto è il  silenzio non-silenzio, il silenzio-nulla che segue un ‘Ci sentiamo’ o ‘Ti telefono’, un tanto per dire, consapevole quanto reciproco. Quell’assenza di parole racconta di esistenze che si sono incrociate, ma con un niente da darsi o da dirsi. Indifferenza, si direbbe, tale da non meritare neanche un ‘Buona fortuna’ o ‘Piacere di averti conosciuto’.

     Ma che valore attribuire ad una assoluta assenza di parole, laddove la parola è l’unico modo per essere, esistere fra persone che si sono parlate, si sono raccontate, che hanno condiviso anche solo l’infinitamente piccolo di zichichiana memoria?

Quel silenzio che sorprende che non ti aspetti, pur carico di scontate ovvietà, è una scatola, una scatola vuota. Un silenzio contenitore di niente, che offre a chi lo decide un’assoluta libertà… mantenerlo… romperlo … trovarne mille ragioni o nessuna, mentre lascia chi lo subisce fra infinite congetture. Ma è bene, se di scatola vuota si tratta, che scatola ancora vuota rimanga. Nessun sentire o affanno scandito dai capitomboli dell’anima fitti di opposti che si incontrano e si intrecciano, desiderio… timore…  ragionevolezza … rabbia… languore.

Solo poi si saprà. Un presto o un tardi diranno….. e se diranno senza sollevare parole allora il ‘ciao’ e quel ‘a presto’ che l’hanno preceduto erano solo un tantoperdire, vestito d’altro, ma uguale a tanti altri e che fa di quel silenzio solo un silenzio di latta. Latta tagliente che provoca ferite dalle quali si guarirà in un tempo lungo un ‘prima o poi’ od un mai.

 

Milena Campagnuolo (25 settembre 2008)